
Sabato 11 ottobre, al Cinema Casablanca di Ossi, proiezione di FALAMUS, cortometraggio scritto e diretto da Paolo Lubinu, tratto da un capitolo del suo primo romanzo Jesù Cristu ‘Etzu. Venti minuti che riportano negli anni ’90 della provincia, dove una radio locale – la “Colora Fustinaja” – esercita il proprio potere denigrando chi non si piega al conformismo.
Quando Mariaelena diventa bersaglio di angherie e calunnie, tre amici scapestrati e un anziano poeta ed ex alcolista decidono che è ora di reagire. Per riuscirci devono coinvolgere zio Bussanu, outsider che vive in campagna e parla solo in sardo. Falamus significa letteralmente “scendiamo”, ma la traduzione più fedele è “lottiamo” / “insorgiamo”. Un invito all’azione che attraversa tutto il corto.
Nel cast: Fiorenzo Mattu è zio Bussanu, Sabina Zicconi è zia Mantoi, Daniela Vitellaro è Maria Elena, Bruno Petretto è Jesù Cristu ‘Etzu, Riccardo Bombagi è Mauro, Federico Careddu è Bukoski, Antonio Pilo è Fabrizio.
Il film è prodotto da Underground Experiment con il sostegno della Fondazione di Sardegna, Sardegna Film Commission e vari enti, tra cui il Comune di Ossi. Cast e autori saranno presenti in sala e sul palco per incontrare il pubblico.
La serata non si conclude con il cortometraggio, ma proseguie con il talk che vedrà protagoinsti – assieme a Paolo Lubinu – Francesca Arca ed Emiliano Longobardi (Libreria AZUNI di Sassari) che introdurranno “La Bionda Elettronica”: reading musicale tratto dall’ultimo romanzo dell’autore, La combinazione vincente (Catartica Edizioni, 2025). Sul palco Daria Esse interpreta la bionda, mentre Lisandru plasma musica elettronica inedita. Una performance modulare e non lineare, dove alienazione, incapacità di amare e ribellione diventano carne e voce.
Paolo Lubinu non fa compromessi. La sua narrativa – da Jesù Cristu ‘Etzu a Vampiri Urbani, fino a La combinazione vincente – è corale, sovversiva, feroce. Racconta realtà surreali e mostruose, dove i “mostri” non sono il negativo, ma chi resiste davvero. Ci sono i mostri che amano, gli stronzi che sopravvivono, città senza quartieri “normali”. Tutto visto attraverso la sua lente dissacrante, alimentata da letteratura, cinema e musica.
Parafrasando i CCCP, sabato 11 ottobre dovete aspettarvi: “Deliri e drink e discorsi tondi e ragionevoli.”
Storie fuori dal margine. Non è uno slogan: è la geometria della serata.






