Cronache di carta: Barba. Storia di come sono nato due volte – Alec Trenta

Cronache di carta 

Bentornati! La recensione di questo mese è una grafich novel che parla di transizione. Un argomento delicato e complesso da trattare, lo so. Mi assumo la responsabilità di questo rischio ma è un argomento di cui mi interesso ormai da qualche anno e così ogni tanto, mi va di riproporlo tra le mie recensioni. Oggi si parla tanto di comunità LGBTQ+ ma è uno spazio ancora avvolto nella nebbia dell’ignoranza che di conseguenza produce altissimi livelli di pregiudizio e discriminazione. Spesso le cose che non conosciamo ci fanno paura, ecco perché è importante parlarne e soprattutto farlo nella maniera giusta. Io amo quando si riesce a trattare un argomento che di per sé sarebbe di una certa pesantezza, in modo leggero, ironico e garbato. Alec Trenta è perfettamente riuscito in questo intento ed essendo nella vita un grafico, nonché fumettista, non solo scrive la sua storia ma ce la illustra, passo dopo passo. Trova il suo modo originale di parlarci di cosa accade quando ci si trova davanti a una scelta, ossia quella di essere. Affrontare la realtà per quanto complicata e dolorosa e scegliere comunque di essere sé stessi. Essere trans non è una scelta ma migliorare le proprie condizioni sì. Alec Trenta ci racconta di Ale, un ragazzo che nasce con un vuoto circolare in pancia che cerca di riempire con la sfera giusta, quella che combacia perfettamente con quel vuoto.

Forse è proprio questo il percorso di affermazione di genere: ritrovare una parte di sé, crescere, avvicinarsi sempre di più a sé stessi e dunque ritrovare una parte della propria identità.

“Sono nato Lisa, ma dentro sono sempre stato Ale. Devo solo darmi il consenso a essere me stesso. Perché alla fine, nei suoi fondali, lo sai chi sei. Anche se non è facile arrivarci”.

E così Ale trova il coraggio di addentrarsi in questa avventura pazzesca che è la sua autoaffermazione, non senza paure o insicurezze “Mi ci aggrapperei alla mia barba, sarebbe il mio posto sicuro. Nessuno dubiterebbe di me, nemmeno io. Con la barba sembrerei un ragazzo per forza” perché alla fine, autoaffermarsi significa in un certo senso poter “indossare” l’abito giusto che ci permette di esprimere la nostra essenza, la nostra identità. Sentirci a proprio agio in mezzo agli altri, sentire di poter essere veramente e non essere ciò che le convenzioni sociali ci impongono.

Tutto questo si chiama libertà di espressione.

Barba. Storia di come sono nato due volte – Alec Trenta, Edizioni Laterza, 2022

Buona lettura. 

(Michela Magliona)

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One Comment

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  • Andrea

    09/02/2026 / at 18:35 Rispondi

    Brava Michela, bella scelta e belle parole. Belle come quelle di questa grafic novel.
    Parlare di questi argomenti è fondamentale. La liberta di essere quelli che siamo è il diritto primo, il riconoscimento dell’essere umano jn quanto tale. La propria natura, la propria sessualità sono l’imprescindibile cellula della dignità e del rispetto di ogni donna e ogni uomo.

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