
Giulia Baldelli è una scrittrice emergente che ho amato fin dalle prime pagine. Dopo aver vinto un importante concorso letterario, ha pubblicato il suo primo romanzo, L’estate che resta (Guanda), nel 2022. Nel 2024 è uscito il suo secondo libro, Le parole che mi hai lasciato, con cui si conferma, a mio parere, una grande e talentuosa scrittrice, capace di toccare corde molto intime. È capace di costruire storie che sanno raccontare sentimenti intensi e devastanti, attraverso personaggi realistici e tormentati, veri in ogni dettaglio. In questo secondo romanzo affronta il tema toccante della morte: il suicidio inaspettato di Betta che è come uno squarcio inaccettabile nella vita di Adriano, suo fratello. Se ne va per sempre Betta, senza lasciare alcuna spiegazione a giustificare un gesto così assoluto e irreversibile e Adriano si sente tradito, perché Betta era il suo unico sostegno in un contesto familiare claudicante:
Per morire a diciannove anni mia sorella sceglie un treno. Non un Frecciarossa. Un interregionale. Il treno Ancona-Milano che avevamo sentito fischiare centinaia di volte dalla nostra camera. A lungo Betta e io avevamo dormito nella stessa stanza, nonostante fossimo maschio e femmina, io due anni più piccolo di lei, lei molto più coraggiosa di me. (…) delle notti trascorse insieme riesco a ricordare tutto. Quasi tutto. Ho in mente ancora la mia lampada accesa, le sue risate. L’ombra dei nostri profili sulla parete e la mia certezza di non essere solo. (…) per tanto tempo ho pensato che niente di quanto accadde a mia sorella quella notte sarebbe capitato se avessimo continuato a trasmetterci da un letto all’altro i sogni, le febbri (più sue che mie), i silenzi (miei), i grandi discorsi (suoi). Invece tre anni prima della morte di Betta la nostra convivenza notturna era finita.
Inizia da questo momento, una faticosa elaborazione del vuoto, del senso di perdita e del dolore viscerale che sconvolge il fragile equilibrio di Adriano. Rabbia, senso di colpa, spasmodica ricerca di ipotetici perché, sono il motore che lo guida verso una rinascita, ricostruendo sé stesso e l’immagine di Betta e concedendosi e concedendole il giusto perdono per non essere stato (forse), abbastanza per salvarla. Non temete che questo libro possa lasciarvi un senso di tristezza, tutt’altro, è un elogio alla rinascita, alla vita, all’amore sotto ogni forma.
Allora vi invito a scoprire questa bravissima scrittrice, che sono certa vi lascerà un segno.
Le parole che mi hai lasciato ‒ Giulia Baldelli, Guanda, 2024
Buona lettura.
(Michela Magliona)






