Lara Gallet racconta “Carne di cane”

Tra vite ai margini, periferie urbane e spazi abbandonati, l’esordio di Lara Gallet racconta la precarietà e la resistenza quotidiana dei suoi personaggi. In questa intervista, l’autrice ci parla del suo sguardo sulle realtà al margine, dell’influenza dei viaggi e dei luoghi che ispirano la sua scrittura, e del lavoro che sta alla base della pubblicazione del suo libro d’esordio.

1) Viaggi spesso nell’Est Europa e nei Balcani e sei attratta dai luoghi abbandonati e dal brutalismo. In che modo questi spazi e questi territori hanno formato il tuo sguardo e sono entrati nella scrittura di Carne di cane?

Vero, L’Est Europa e i Balcani sono per me fonte di ispirazione. Si tratta di spazi che hanno ancora un carattere di autenticità e questo rappresenta il loro spirito narrativo. Sono luoghi che amo tradurre nei miei racconti, attraverso un immaginario di tipi, personaggi e brandelli di territori che mi restano attaccati. L’architettura socialista e brutalista riescono ad ispirare in me scenografie e sfondi che tornano nelle mie parole attraverso la loro imponenza, il loro simbolismo e la loro capacità di sembrarmi eterni.

2) Nei racconti emergono periferie urbane e miserie umane segnate dallo sfruttamento e dall’abbandono. È ancora possibile, secondo te, raccontare la speranza senza tradire la realtà che descrivi?

I miei personaggi sono spesso dei perdenti, dei marginali che vivono l’inganno di una realtà che non li realizza. Se è vero che traspare poca speranza è anche vero che in me, questo tipo di personaggio, rappresenta una speranza di verità e autenticità rispetto ad una società insipida e vuota in cui costoro trovano comunque la forza di procedere per tentativi ed errori sino, talvolta, a ricostruirsi.

3) Carne di cane è un esordio, ma molto compatto. Ti senti più vicina al racconto come forma o è stata una scelta legata a questo libro?

Indubbiamente la forma breve del racconto è quella che mi rappresenta maggiormente. Si tratta probabilmente di un escamotage psicologico legato alla mia personalità che tende ad essere comunicativamente sintetica. Non nego il fascino per la forma lunga, che mi piacerebbe sperimentare, ma il racconto è sicuramente più nelle mie corde.

4) Pubblicare nella collana Urban Jungle di Catartica Edizioni: quanto ti riconosci in questa linea editoriale e come hai vissuto il lavoro editoriale prima della pubblicazione?

Sento molto vicina la linea editoriale di Cataertica e a mio avviso custodisce in modo prezioso il mio lavoro. Il lavoro editoriale che ha preceduto la pubblicazione è stato puntuale e necessario a far emergere con maggior vigore ciò che volevo affermare. L’intesa intellettuale con il mio editor, col quale condivido un certo tipo di immaginario, è stata fondamentale. Giuseppe Brundu ha saputo prendere questo libro in mano e condurlo alla sua migliore forma.

5) Che tipo di lettore o lettrice immagini per Carne di cane?

Non credo ci sia un lettore tipo ma credo ci sia un tipo di lettore che può trarre fascinazione dai miei racconti per la loro forma originale e per le tematiche trattate spesso ignorate dalla letteratura mainstream.

6) Dopo questo libro senti il bisogno di spostare lo sguardo altrove o continuerai a esplorare e raccontare queste realtà ai margini?

Le realtà marginali continuano ad affascinare il mio sguardo poiché contengono spunti creativi e personaggi bizzarri, loschi, solitari, perdenti che si intrecciano perfettamente con il mio modo di scrivere e con la mia fantasia.

Carne di cane – Lara Gallet, Catartica Edizioni, Collana Urban Jungle, 2025

Advertisement

Lascia un commento

Seguici
  • Facebook38.5K
  • X Network32.1K
  • Youtube19.9K
  • Instagram18.9K
Loading Next Post...
Seguici
Cerca
Popular Now
Loading

Signing-in 3 seconds...

Signing-up 3 seconds...

Carrello
Cart updating

ShopYour cart is currently is empty. You could visit our shop and start shopping.