
Lunedì 13 ottobre 2025, alle ore 20:30, la Sala dell’Oratorio San Giovanni Bosco di Sassari ospiterà l’incontro con Nandino Capovilla per la presentazione del libro Sotto il cielo di Gaza.
L’appuntamento, libero e gratuito fino a esaurimento posti, rientra nella rassegna “Diritti al contrario. Rassegna culturale in parole e immagini”, organizzata dalle associazioni Ponti non Muri, Emergency Sassari, Amnesty International Sassari, Alisso, Movimento Omosessuale Sardo, Noi Donne 2005, Convenzione dei diritti nel Mediterraneo, con il patrocinio della Fondazione di Sardegna. Nella mattinata Capovilla incontrerà anche gli studenti e le studentesse del Liceo Scientifico Spano.
Il volume, intenso e documentato, racconta le privazioni quotidiane che segnano la vita della popolazione palestinese: la perdita della casa, dell’istruzione, della libertà di movimento, della salute e persino della vita stessa. Non c’è pietismo nella narrazione, ma piuttosto un filo di speranza e la ricerca di autodeterminazione.
La struttura del libro è composita: ai racconti si alternano fotografie, ricette, infografiche e due mappe elaborate dall’OCHA (Office for the Coordination of Humanitarian Affairs), che restituiscono in modo chiaro le condizioni di accesso e le limitazioni nei territori di Gaza e Cisgiordania tra il 2023 e il 2024. Un mosaico che intreccia testimonianze e dati, vita quotidiana e violazioni dei diritti umani.
Sotto il cielo di Gaza mette in evidenza come le politiche israeliane abbiano violato norme precise della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e del diritto internazionale, determinando una compressione sistematica dei diritti dei palestinesi. Tra le pagine trovano spazio la preghiera di Michel Sabbah, patriarca emerito di Gerusalemme, e il racconto delle drammatiche conseguenze delle recenti crisi: la distruzione delle strutture sanitarie, la penuria di medicinali e apparecchiature mediche, l’ennesima ferita inflitta a una popolazione a cui viene sistematicamente negato ogni diritto.
Definito un libro appassionato, doloroso e necessario, l’opera di Capovilla si propone come uno strumento fondamentale per chi voglia comprendere le radici profonde del conflitto e il peso insopportabile che grava sulla vita quotidiana a Gaza.






