
Con Il passo del domani, edito da Il ragazzo innocuo di Luciano Ragozzino, la giornalista e poetessa algherese Claudia Erba firma la sua seconda raccolta poetica, a distanza di sette anni dall’esordio con Adagio con brio. Trentanove poesie e una canzone (Catartica Edizioni, 2018).
Quell’esordio, pubblicato nella collana “Tremori”, non fu soltanto il debutto di Erba nel panorama letterario, ma anche il primo libro di poesie mai pubblicato da Catartica Edizioni — una scelta coraggiosa per una casa editrice allora giovane, che trovò proprio nella sua voce il modo di aprire la propria ricerca poetica. La silloge portava con sé un elemento significativo: la prefazione dell’artista Oliviero Malaspina, scrittore, cantautore e storico collaboratore di Fabrizio e Cristiano De André, un riconoscimento che aveva dato fin da subito autorevolezza alla voce poetica di Erba.
Oggi, Il passo del domani segna un ritorno all’essenzialità della parola, in un progetto editoriale d’arte in tiratura limitata: cinque poesie accompagnate da un’acquaforte originale dell’autrice, stampate a mano con caratteri Bodoni su carta Amatruda di Amalfi. L’edizione è composta in soli 44 esemplari numerati e firmati, con una xilografia in copertina realizzata da Luciano Ragozzino, artista e incisore che nel 2004 ha fondato nel cuore di Milano la sua piccola stamperia d’arte, “Il ragazzo innocuo”, divenuta negli anni punto d’incontro fra poeti, incisori e tipografi.

La raccolta entra nella collana “Scripsit Sculpsit”, che accosta parola e segno grafico: un dialogo creativo che in passato ha coinvolto autori come Alda Merini, Lawrence Ferlinghetti, Franco Loi, Mario Benedetti e Philippe Jaccottet.
Ragozzino, che ha sposato il progetto di Erba “per la forza delle sue poesie sul tempo, e per la loro cupezza”, affida agli autori la fase creativa dell’incisione, lasciando loro la libertà di tradurre in immagine la propria voce poetica.
Per Claudia Erba, questo nuovo lavoro rappresenta una maturazione stilistica, ma anche una continuità ideale con il percorso iniziato con Adagio con brio: la stessa tensione tra parola e musica, tra corpo e ritmo, tra nostalgia e futuro — il “passo del domani” evocato dal titolo.
Dalla Sardegna alla Milano tipografica di Ragozzino, la poesia di Erba conferma una coerenza profonda: la ricerca della bellezza fragile e tangibile, quella che si oppone all’omologazione e alla smaterializzazione della parola. Una poesia che continua a camminare sul filo sottile tra voce e segno, come in quel primo tremore che Catartica, con coraggio, aveva saputo ascoltare per prima.
Per ordinare una copia della raccolta, è possibile contattare l’editore all’indirizzo: iri14milano@yahoo.it.






