
Locus Pop nasce da un laboratorio pratico di scrittura e questo dato non è marginale, anzi è il cuore del progetto. L’antologia, a cura di Mille Battute Edizioni, è il risultato di un percorso online tenuto nel 2025 da Lorenzo Mazzoni e Christian Caielli, interamente dedicato alla forma del racconto breve.
Il lavoro si è concentrato sugli elementi strutturali della narrazione: ambientazione, costruzione dei personaggi, dialoghi, ritmo, scelte di sottrazione. Accanto agli aspetti tecnici, il laboratorio ha insistito sulla lettura come pratica necessaria, indicando alcuni riferimenti precisi – da Hemingway a Paul Bowles, fino a Philip O’Ceallaigh – per ragionare su densità, essenzialità e tensione narrativa.
Dopo la fase formativa, agli autori sono stati concessi circa tre mesi per sviluppare un racconto che confluisse in un progetto comune: un’antologia costruita per temi e attraversamenti, più che per affinità di stile. Il risultato è un mosaico narrativo che si muove tra luoghi, tempi e contesti molto diversi, mettendo in dialogo geografie lontane e dimensioni intime.
Dalle campagne del Nord Italia alla Basilicata, dalla Sardegna alla Thailandia, fino a Palestina, Corea del Nord e Birmania, i racconti si muovono dentro famiglie disfunzionali, solitudini, doppi fondi dell’esistenza quotidiana, relazioni irrisolte, rituali arcaici e desideri compressi. L’elemento comune non è l’ambientazione, ma lo sguardo: una scrittura che non evita le zone d’ombra e che usa la forma breve come strumento di concentrazione, non come esercizio minore.
Provai a parlare con uno dei cani che faceva da braccio destro al mio pensiero più grande, un cane dalla forma furiosa che mi salivava continuamente tra le pieghe del cervello come se avesse la rabbia. Non mi dava retta, così tornai verso casa per andare a lavorare. Avevo iniziato quella nuova vita di campagna da poco tempo ed era riuscito a farmi assumere in una cooperativa agricola. Erano i primi mesi di una primavera a tratti assolata e a tratti rigata dalle lacrime di dio.
(Estratto da: “Cosa ti dice la testa” di Lara Gallet)
Il collettivo Okina Sagi, che cambia composizione di progetto in progetto, riunisce in Locus Pop autori e autrici provenienti da tutta Italia, alcuni alla prima pubblicazione, altri con esperienze già consolidate. L’elenco ampio e volutamente eterogeneo conferma la natura laboratoriale e corale del libro.
Il progetto si inserisce coerentemente nella linea editoriale di Mille Battute Edizioni, editore indipendente e associazione senza scopo di lucro. La casa editrice lavora sulla narrativa contemporanea come spazio di esplorazione dell’esperienza umana, del movimento interiore e dei processi di presa di coscienza, dando particolare attenzione agli esordienti, a storie di amore o di disagio o sofferenza che restano ai margini delle logiche di mercato. Il lavoro redazionale è curato da Lorenzo Mazzoni e Christian Caielli.
Il catalogo privilegia generi come il noir e il pulp, le antologie pop e i romanzi urbani o marginali, con titoli che confermano una linea riconoscibile e coerente, di cui Locus Pop rappresenta uno degli esiti più esplicitamente collettivi e formativi.
Locus Pop non è solo una raccolta di racconti, ma il documento finale di un processo: dimostra come il laboratorio, se ben strutturato, possa diventare spazio di ricerca e non semplice addestramento, e come la scrittura breve continui a essere un terreno vivo, capace di tenere insieme esperienze, culture e generazioni diverse.
Cristianu arrivò sulla statale e salì verso il paese. Sarroccu giaceva sparso su tre colli, schiacciato sotto un cielo carico di nubi grigie. Arrivò al bar nella piazza alle prime luci dell’alba, era già aperto. Si fermò all’entrata e sbatté gli scarponi sul muro e schizzi di fango caddero sul selciato. Si scosse come farebbe un cane e spruzzò gocce sulla vetrina del locale. I pantaloni in fustagno li aveva lavati la pioggia durante il cammino.
Entrò e salutò Tenaglia con un’alzata di mento. Il barista gli rispose allo stesso modo da dietro la cassa. Cristianu si sedette alla fine del bancone su uno sgabello. Poggiò il fucile per terra e Tenaglia gli spillò una birra in un boccale sbeccato.
«Hai sentito di ieri?»
Cristianu bevve e si passò il polso sulla bocca e annuì. Una goccia sfuggita alla pulizia gli colò dalla barba e finì sul legno del bancone.
«Il primo pestato, il secondo sotto un trattore e di questo hanno trovato una gamba e mezzo braccio nel porcile.»
Cristianu si strinse nelle spalle e dette un altro sorso alla birra.
(Estratto da: “Colpa” di Giuseppe Brundu)
Locus Pop: Laboratorio pratico di scrittura – Okina Sagi, Mille Battute, 2025






