Murubutu a Porto Torres: quando il rap torna a essere parola che pesa

A Porto Torres, il 13 dicembre alle 19:30, alla Fògu Braceria, il CAATS – Cunsorziu Artistas Artesanos Turritanos Sardos – porta dentro la rassegna Il Rumore delle Pagine una voce che da anni è tra le più significative del rap italiano: Murubutu.

Per chi lo segue, inutile presentarlo. Per chi ancora non lo conosce: è il progetto artistico di Alessio Mariani, prof di filosofia e storia al “Matilde di Canossa” di Reggio Emilia, uno capace di incidere profondamente sul panorama rap con testi di forte significato e con un vero e proprio stile narrativo. Murubutu sfugge alle logiche del mercato. È uno dei pochissimi ad aver dato dignità accademica, letteraria e persino poetica al rap, fino a far coniare per lui una definizione ad hoc: letteraturap. Da ricordare anche il suo schierarsi pubblicamente a sostegno della causa palestinese, dedicando un brano alla Global Sumud Flotilla: “Sumud”.

Nel talk del 13 a Porto Torres, “Talk in Letteraturap”, Murubutu dialogherà con Stefania Courson sul filo che lega musica e letteratura. Non un discorso teorico, ma un percorso quotidiano dell’artista: da un lato l’aula, dall’altro il palco. La sua traiettoria parte dagli anni ’90 con il collettivo La Kattiveria, attraversa le stagioni dell’hip-hop italiano e arriva oggi a un pubblico giovanissimo che lo ascolta come si ascolta un cantastorie.

Si parlerà di “rap didattico” – un’etichetta che Murubutu non ha mai cercato, ma che gli è stata attribuita per la coerenza del suo lavoro – e del rapporto fra questa scrittura ritmica e la tradizione letteraria, dalla poesia classica ai racconti contemporanei. Il ponte tra i due mondi, per lui, non è una forzatura: «Il rap è letteratura che prende fiato», ripete spesso.

Nel talk ci sarà spazio anche per approfondire come evolve il linguaggio musicale: dalle metriche dell’hip-hop anni Novanta ai nuovi codici della trap, che Murubutu analizza senza snobismi, da docente abituato a osservare come cambiano le parole dei ragazzi. E allo stesso tempo mostrerà come i suoi concept album – da Tenebra è la notte a Infernvm fino al più recente La vita segreta delle città – hanno riportato nel rap Dante, Poe, Calvino, i miti, l’immaginario gotico, le geografie urbane.

Un modo per ricordare che il rap non è un prodotto commerciale usa e getta, ma può essere racconto, visione, memoria, critica. E che, quando a farlo è qualcuno che insegna a leggere il mondo, allora diventa ancora più potente.

Dopo il talk, per chi vuole restare a chiacchierare a caldo, alla Braceria ci sarà il giro carne (prenotazioni: 079 4927957).

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