Addio a Bachisio Bandinu, voce critica della Sardegna contemporanea

Pubblichiamo sulle nostre pagine un contributo di Luana Farina Martinelli dedicato al ricordo di Bachisio Bandinu, scomparso martedì 23 giugno. Intellettuale, antropologo, scrittore e voce autorevole della cultura sarda, Bandinu ha attraversato decenni di dibattito civile e culturale con uno sguardo lucido e originale sull’identità, la lingua e le trasformazioni della Sardegna. Un omaggio che ne ripercorre il pensiero e l’eredità umana e intellettuale.

La scomparsa di Bachisio Bandinu lascia un vuoto profondo nella cultura sarda e in tuttə coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di confrontarsi con lui.

Conservo un ricordo vivo e grato delle occasioni trascorse insieme, tra dialoghi, presentazioni e momenti di riflessione condivisa. Tra queste, ricordo con grande piacere la serata di Ozieri dedicata alla presentazione di Femina, il suo prezioso lavoro sulla condizione femminile nelle comunità agro-pastorali della Sardegna, dalle generazioni passate fino ai giorni nostri. In quell’incontro ebbi modo di apprezzare ancora una volta la sua straordinaria profondità di pensiero, unita a una rara umiltà intellettuale.

Le nostre posizioni non sempre coincidevano. In particolare, sui temi del femminismo, del patriarcato e delle interpretazioni contemporanee della questione femminile, in particolare sul presunto matriarcato sardo, non sono mancati punti di vista differenti. Eppure, ciò che ha sempre caratterizzato il nostro rapporto è stato il rispetto reciproco. Un rispetto sincero, fondato sulla convinzione che il confronto tra idee diverse non debba dividere, ma arricchire.

Con Bachisio il dialogo era sempre possibile. Sapeva ascoltare, argomentare, interrogarsi e far riflettere. Non cercava l’uniformità del pensiero, ma la profondità della ricerca e la dignità del confronto. In un tempo in cui troppo spesso il dissenso genera contrapposizione, egli rappresentava un esempio luminoso di civiltà intellettuale.

Scrittore, antropologo, linguista e uomo impegnato nella vita pubblica, ha dedicato la sua esistenza allo studio dell’identità, della lingua, delle tradizioni e delle trasformazioni della società sarda, offrendo contributi che resteranno patrimonio comune delle generazioni future.

Oggi lo ricordo con affetto e stima. Ricordo la sua gentilezza, la sua curiosità instancabile, la sua capacità di guardare oltre le apparenze e di mantenere sempre aperto lo spazio del dialogo, anche quando le opinioni divergevano.

La sua voce la sentiremo ancora nelle sue opere e nel ricordo di quantə hanno condiviso con lui un tratto di cammino umano e culturale.

Ciao Bachisio.

(Luana Farina Martinelli)

Tra le sue opere più significative ricordiamo:
Il re è un feticcio, Rizzoli, 1976
Costa Smeralda. Come nasce una favola turisticaRizzoli, 1980
Pro s’indipendèntzia, Il Maestrale, 2010
Noi non sapevamo, Il Maestrale, 2016

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