Anna Borghi al Festival Sas Puntas: Poesia e Critica per un Mondo Senza Conflitti

Anna Borghi, nata a Firenze nel 1959 e attualmente residente in Sardegna, è una poetessa e artista poliedrica. Con una lunga esperienza nella scrittura e nell’organizzazione di eventi culturali, Anna insegna danzaterapia e ha pubblicato numerosi racconti e poesie. A marzo 2024 ha pubblicato con Catartica Edizioni la silloge Fiera ed è tra le firmatarie del “Manifesto contro la guerra del mondo della cultura e dell’arte in Sardegna” promosso da indielibri nel 2020. Tra gli ospiti della prima giornata del festival Sas Puntas – Pagine di Terra del 15 settembre a Tissi, abbiamo avuto il piacere di intervistarla per conoscere il suo percorso artistico e le sue riflessioni.

1) Come nasce il tuo contributo al “Festilav Sas Puntas – Pagine di Terra” e come la tua formazione e produzione artistica si allineano ai contenuti della manifestazione?

La mia formazione politica e quella artistica coincidono. Ho utilizzato la poesia, le armi della poesia, iniziando proprio con quella che viene definita “poesia civile”. Partecipo al festival molto volentieri perché le tematiche che ho sempre esplorato riguardano il sopruso, e uno di questi è sicuramente il possesso di armi, la pratica della guerra e l’abuso sui più deboli. Ho testi che risalgono a decenni fa e che esplorano proprio questo tipo di problematiche, scritti con l’intento di dar loro voce.

2) La tua partecipazione al “Manifesto contro la guerra del mondo della cultura e dell’arte in Sardegna” nel 2020 dimostra il tuo impegno civile per la pace. In questi quattro anni, pensi che qualcosa sia cambiato nel mondo della cultura riguardo alla guerra, che sembra ormai una nuova normalità?

In questi ultimi quattro anni, la guerra è diventata la norma nel modo in cui è stata gestita dai media. Non solo non ci si ribella, ma si è creato addirittura un clima di collaborazione, collaborazionismo e fanatismo. Quello che invece penso è che la guerra dovrebbe essere semplicemente buttata fuori dalla storia, e questa è sempre stata la mia posizione. Dal 2020 in poi, questo pensiero è diventato una pratica politica costante, una pratica che esercitavo già prima, ma con l’eccessiva e massiccia propaganda di questi ultimi anni, è diventato ancora più difficile esprimere una parola di pace.

3) Quali sono le tue aspettative riguardo all’interazione con il pubblico del festival? Cosa speri che il tuo lavoro possa comunicare o suscitare negli spettatori?

Non ho particolari aspettative, però so che l’agire artistico e l’agire poetico creano comunque una scia di luce che riesce anche a scuotere le coscienze. Non è necessario convincere le persone, almeno per quanto mi riguarda. Io non penso che le persone debbano pensarla come me, perché vivremmo in un mondo alquanto noioso. Penso però che sia importante instillare il dubbio, e il dubbio stimola uno sguardo critico verso ciò che succede. La poesia riesce a superare i confini ideologici e a smuovere le persone nel profondo. Da questo festival mi aspetto di dissodare il terreno e dare testimonianza di una vita possibilmente senza conflitti, e di riuscire a dimostrare che si può andare incontro all’altro, anche se la pensa diversamente, in modo pacifico e non violento.

4) C’è un messaggio specifico che speri di trasmettere attraverso la tua partecipazione al festival e che vuoi anticipare sulle nostre pagine?

Essendomi formata nelle lotte degli anni Settanta e avendo continuato a portare avanti le mie battaglie negli anni Ottanta e Novanta a Milano, Bologna e Roma, so per certo che lo spirito critico non nasce dalle ideologie, ma da consapevolezze che migliorino la vita esistenziale delle persone, non necessariamente quella materiale. È fondamentale riuscire a trasmettere questi messaggi e analizzare ciò che succede non solo attraverso una lettura politica di schieramento, ma anche con un’ottica che vada verso il benessere della persona. Questo è qualcosa che dobbiamo portarci dentro e testimoniare attraverso il nostro vivere quotidiano, che non deve essere basato su delega e sopruso, ma su un agire consapevole.

 
Festival Letterario Sas Puntas
Contatti e Informazioni
https://www.saspuntasfestival.org/

Cell. +39 328 1358752

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