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Cronache di carta: "Finché sorte non vi separi” di Stefano Manca


Ben ritrovati, questa settimana torno con una lettura che vi stupirà perché non potete nemmeno immaginare quanta profondità c’è racchiusa in questo libro. Ci potevate credere che in un comico come Stefano Manca si nascondesse uno scrittore così “serio”? Per me è stata una scoperta. Dovete sapere che io e Stefano siamo “amici di famiglia”, ossia i nostri genitori erano amici di gioventù e da bambini abbiamo fatto qualche serata insieme, poi abitavamo nella stessa via e per tutti gli anni delle superiori e dell’Università non ci siamo mai persi completamente di vista. Comunque, da quei tempi sono passati parecchi anni e ora siamo perfetti estranei, dunque la mia recensione è priva di pregiudizi, non a caso arriva dopo moltissimo tempo dall’averlo ricevuto in dono ma si sa, i libri vanno letti al momento giusto.

Se avete quindi bisogno di leggerezza, seppur l’argomento non ha nulla a che fare con la leggerezza, credetemi, leggerlo vi farà talmente sorridere che anche affrontare una separazione dalla vostra anima gemella, vi sembrerà quasi una passeggiata. Ebbene sì, l’argomento del libro è la separazione. Se siete “aspiranti separandi” come li definisce l’autore stesso, questo libro sarà una guida inseparabile, un amico leale e vero, uno specchio in cui riflettervi, perché qui dentro non c’è un protagonista ma tante versioni di un protagonista in cui (in almeno uno di essi o in molti di essi), non potrete che ritrovarvi. Se invece avete la fortuna di non appartenere alla categoria “aspiranti separandi”, potete leggerlo lo stesso perché vi regalerà parecchi sorrisi e vi porterà a conoscenza delle fasi del lutto che sono applicabili a qualunque tipo di dolore. Infatti, questo è un libro che, secondo me può essere tranquillamente catalogato tra i libri “terapeutici” del dolore.

Vi stupirà la conoscenza che Stefano ha delle debolezze umane e delle sue infinite risorse. E badate che lui analizza le svariate reazioni e le molteplici possibilità di rinascita da quello che potrebbe definirsi un “fallimento” o almeno quello che si percepisce come tale nel momento in cui ci si ritrova volente o nolente a doverlo affrontare.

Dunque, se tra i lettori di questa rubrica dovesse esserci qualcuno che suo malgrado sta nuotando nelle acque torbide di un dolore, si appresti a leggere questo libro perché sarà una rivelazione che segnerà molto probabilmente la svolta. Iniziate dalla prefazione mi raccomando e finite con le conclusioni, non saltatele perché vi regaleranno un ultimo sorriso. Immergetevi nella profondità dei messaggi che Stefano condivide con noi e non lasciatevi ingannare dalla sua innata comicità. Ogni dolore se affrontato con un sorriso, sembra meno insopportabile, anche un lutto, come la separazione dalla persona che abbiamo scelto ipoteticamente per condividere il resto della nostra vita. A morire è il sogno in cui abbiamo creduto nel momento in cui abbiamo pronunciato il fatidico “si”. Ma nel momento di buio, in cui ci sentiamo perduti, arriva il consiglio giusto: “Non fare niente. Perlomeno di quello che ti viene in mente ora. Sì, lo so cosa stai pensando. Vorresti parlare con lei. Ancora. (…) Vuoi essere sicuro di avere capito bene, vuoi dettagli, dire la tua. (…) Vuoi chiederle di ripensarci e sei disponibile a metterti in discussione, a cambiare, a fare terapia di coppia (…) cambiare lavoro (…) persino rinunciare a vedere le partite (…) In pratica vuoi chiederle di farti uscire dall’incubo nel quale ti ha precipitato.” Ma: “A meno che lei non sia bipolare, è parecchio improbabile che riparlando a distanza di poche ore dello stesso argomento si rimangi tutto, non credi?”

Con lui percorrerete tutte le fasi dal rifiuto all’accettazione senza sentirvi intristiti dalla drammaticità dell’argomento e sentite che descrizione del dolore semplice e acuta: “È proprio la perdita il dolore che senti, ti fa male dentro, non sai neanche bene dove. Una fitta pulsante come se avessi un’infiammazione all’anima.”

Senza dubbio, alcune descrizioni e situazioni sono enfatizzate ma non è forse vero che quando siamo in difficoltà e stiamo vivendo un dolore, tutto ci sembra esageratamente grande, insormontabile, eccessivo? Per venirne fuori bisogna passare attraverso tutte quelle stradine impervie, buie e sconosciute ma inevitabili nel processo di elaborazione. Stefano lo fa in modo divertente, sdrammatizzando le difficoltà, elencando le opzioni migliori per tutte le parti in causa, diventando un sostegno reale nel percorso di rinascita.


Non mi resta che augurarvi buona lettura: Finché sorte non vi separi, Stefano Manca, Edizioni La Zattera.

(Michela Magliona)

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