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Juliovernia social: “Al di qua dello specchio” di Federica Abozzi


Nella quarta puntata di Juliovernia Social ci immergeremo nel racconto “Al di qua dello specchio” di Federica Abozzi, seguito dalla recensione di Michela Magliona. Non perdetevi il video con l’interpretzione del racconto di Rita Scanu di Actor Lab.

“Al di qua dello specchio
«Un cappello bianco, supera in volata un immenso cancello in ferro, ricoperto da un muro di foglie.
«Fermati!» Urla Alice, ma il cappello è ormai oltre: «Ora che faccio? Stupido accessorio, cosa mi tocca fare per venirti a recuperare.»
Commenta fra sé, avvicinandosi al cancello:
«Forza Alice!»
È aperto.
Entra e si avventura nel maestoso giardino che la accoglie. Alice ha sempre radunato dentro sé, una quantità enorme di energia. Quando si ricorda di essere cazzuta, tutto va sottosopra.
«Wow!» Alice sgrana i suoi enormi occhi verdi: «Questo è il Giardino delle Meraviglie!»
Esterrefatta avanza… davanti a sé, vede tanti specchi, tutti diversi per forme; per un attimo è disorientata:
«Sono animati, oh cielo!»
Il suo passo è ansioso, uno specchio dai contorni vintage la riflette. Senza farci molto caso abbassa lo sguardo, il suo amato cappello è a terra.
Ma lei ormai è concentrata a vedersi riflessa nello specchio.
Sgrana nuovamente gli occhi e vede che non è la sua immagine di adesso ad essere riflessa ma sé stessa con alcuni anni in meno, a lavoro.
Su una lastra di legno, sopra allo specchio, è incisa una domanda che attende risposta: «Quello che sei oggi ti piace? Solo ora, se vuoi, puoi tornare nel passato e cambiare il corso degli eventi. Fai la tua scelta ordunque!»
Alice rabbrividisce, immaginandosi di giocare con gli ingranaggi del tempo e si domanda se debba entrare dentro lo specchio e rivivere il passato, per poi modificarlo.
L’immagine nello specchio, vedendola dubbiosa, le chiede, avvicinandosi: «Ciao Alice! Sei... diversa. O meglio, siamo diverse. Sei grande... o meglio, siamo grandi. Quanti anni sono trascorsi? »
Alice risponde: «Tredici. Sono trascorsi tredici anni, da quando entravo da quella porta scorrevole nello specchio ed indossavo la tua divisa scura. Ricordo quei momenti come fosse oggi.»
«Tredici anni sono davvero tanti. Sapendo quello che sai ora, potresti tornare qui e cambiare le cose. Non sarebbe bello?»
Viene tentata.
«Con la consapevolezza che ho oggi, potrei addirittura evitare di farti entrare tutti i giorni, in quella porta scorrevole. Eppure, per noi… per te… sarebbe un peccato.» Risponde con voce ferma.
«Cosa vuoi dire?» le chiede smarrita la giovane di ieri.
«Dopo aver attraversato la porta scorrevole, entravo il più delle volte in un campo di battaglia, ma ho vissuto comunque tante esperienze professionali che meritavano di essere vissute. Talune soddisfacenti, 
altre faticose: lo ammetto. Avrei voluto spesso gettare la spugna, non per incapacità, lo sai bene, bensì per critiche taglienti che condivano le parole delle persone, come sapido sale sulle ferite. E poi i plausi di incoraggiamento: una rarità! Ebbene...»
«Ebbene?»
La Alice intrappolata nello specchio, incalza curiosa.
«Senza quelle innumerevoli vicissitudini, non sarei la donna che vedi riflessa. Ragiona insieme a me, Alice. Tredici anni fa, ero te e ora sono me!
La differenza? Una sola: la crescita personale e professionale che ho, anzi che abbiamo maturato giorno dopo giorno, batosta dopo batosta, evento dopo evento, ci ha fatto guadagnare fiducia,besprimere idee e costruire rapporti umani.»
Continua con pacata lucidità:
«Cercheranno di toglierti il sorriso. La tensione lo farà! Preparati, ma tornerà… perché nulla è più identitario di un sorriso… e il nostro, mia cara, è accogliente e pieno di speranza.»
Conclude.
«Quindi non hai alcuna voglia di cambiare qualcosa o prenderti qualche rivincita?» insiste la sua controfigura.
«Certo che sono tentata. Vorrei tornare indietro, solo per rivendicare il mio ruolo di responsabilità mai riconosciuto, poter scegliere la mia squadra di lavoro e per i tanti progetti creativi, tenuti nel cassetto.
Ma il passato ha fatto il suo corso e ora il mio presente, è la proiezione verso lo stupore del chissà.»
Continua la Alice di oggi: «La verità è che senza gli ostacoli non si cresce. Ora sono un’autrice e mi godo la piacevole lentezza del tempo»
Sorride: «Ho scoperto l’ottimismo e aperto il mio baule dei desideri, custodisco il bello vissuto, senza farvi ritorno!»
Alice prende a terra il suo cappello e saluta la sua sé di ieri: «Scelgo di stare al di qua dello specchio, mia cara. Devo ringraziarti perché ho capito quanto la tua, la nostra sensibilità, non è mai stata un impedimento, bensì strumento di veduta profonda in ogni vicenda.
Oggi, l’empatia, scrive insieme a me!» Termina.
Corre via e solo per un’istante, guarda indietro, nello specchio: «Sii una spugna, mia giovane Alice, arriverà il momento in cui potrai usare tutto quello che hai imparato e nessuno ti fermerà. Ti terrò stretta nella mia memoria.»
Chiude il cancello alle sue spalle.
È nella sua realtà ora: quella adatta solo ai migliori, folli cappellai. Alice si sveglia dal sogno, sorridendo.
»


Recensione 
“Quello che sei oggi ti piace? Solo ora, se vuoi, puoi tornare nel passato e cambiare il corso degli eventi. Fai la tua scelta ordunque!” Eccola qui la frase che nellarco della vita vorremmo sentirci proporre almeno una volta. Una frase affascinante senza ombra di dubbio ma insidiosa con la sua velata fretta. Ci spinge a prendere una decisione senza pensare troppo, invitandoci ad accettare, illudendoci di poter cancellare gli errori, di poter porre rimedio, di poter arrivare ad un risultato di gran lunga migliore di quello a cui siamo arrivati percorrendo la strada che abbiamo percorso, senza agevolazioni, alla cieca, senza certezze a cui aggrapparci nei momenti di dubbio. Ma è possibile? Ponendo il caso che quello specchio magico davanti al quale si trova la nostra Alice esista davvero, che ci sia davvero la possibilità di attraversare uno specchio e rifare tutto da capo cancellando gli errori, siamo davvero sicuri che non ne faremmo altri? Perché se è vero che lessere umano nel suo agire e nel suo pensare non è perfetto e sta qui la sua bellezza, proprio nella sua imperfezione, allora forse non rifarà gli stessi errori ma probabilmente ne commetterà altri, dunque non avrà comunque certezza di un risultato migliore, ma semplicemente diverso, forse persino peggiore, chissà?
Mi piace la decisione di Alice, è saggia. Lei è pronta a non farsi prendere dalla fretta, a non farsi ingannare dall
illusione, è pronta ad amare se stessa, a non rinnegare ciò che è stata quando qualcosa lha guidata verso un bivio piuttosto che laltro. Noi siamo ciò che siamo grazie a ciò che siamo stati, ai nostri inciampi, alle gioie, alle sofferenze che abbiamo vissuto sulla pelle, che hanno creato cicatrici e senza quelle avremmo forse un involucro immacolato ma privo di vissuto, di emozioni e passioni. Dovremmo non dimenticare che la vita è fatta per crescere e non esiste bambino al mondo che per imparare a camminare non sia caduto un numero incalcolabile di volte ma se non fosse caduto non avrebbe mai raggiunto la capacità di camminare. Ecco, dovremmo amare di più ciò che siamo stati capaci di essere e se ci accorgiamo degli errori e li viviamo come tali, vuol dire che a qualcosa sono serviti, no? Solo ora siamo in grado di riconoscerli come tali e forse non li commetteremo più ma è utopistico pensare che comunque non ne commenteremo altri. E poi non è questo il bello della vita? Viverla, scoprirla, stare a galla nonostante le difficoltà, andare sotto e riemergere più forti, più consapevoli, più corazzati di prima.
Brava Federica Abozzi che con questo breve racconto ci ha accompagnati a riflettere su ciò che poi altro non è che auto accettazione. Una piccola iniezione di autostima, un invito a non guardarsi indietro ma raccogliere il nostro bagaglio di esperienza e farne tesoro per continuare a percorrere il nostro cammino su una strada per cui non c’è navigatore che tenga, non c'è nessuno che ci dà le indicazioni per arrivare alla meta ma saremo noi a scegliere di volta in volta quella che ci sembrerà più giusta.

(Michela Magliona)

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