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Intervista a Marco Lepori

Siamo arrivati alla quarta intervista che anticipa il Festival Letterario Sas Puntas che si svolgerà a Tissi il 14 e il 15 settembre. “Dancing Days” che sarà presentato per la prima volta proprio nell’ambito del festival, è il secondo libro scritto da Marco Lepori per Catartica Edizioni. Marco Lepori, tra gli autori presenti è certamente quello che più di tutti tende a spezzare gli stereotipi e la retorica che gira attorno al mondo del libro, agli esordienti e persino ai festival. A lui abbiamo voluto rivolgere le seguenti domande:

“Dancing Days” è il secondo libro pubblicato con Catartica Edizioni dopo il tuo romanzo d’esordio “La domenica della cattiva gente”, uscito nel 2018. Segno di una buona intesa tra autore ed editore, di cui vorremmo ci parlassi un po’?
Marco Lepori:
 Devo dire che con Catartica fila tutto liscio, gli auguri a Pasqua arrivano puntuali, per non parlare del panettone a Natale (che poi comunque riciclo ad altra gente…) e non posso certo lamentarmi. 
È nato tutto per caso, in realtà non ero io a voler scrivere, ho solo accompagnata un’amica che ci teneva tanto e poi senza manco volerlo mi sono ritrovato sul podio di questo concorso di bellezza. Giovanni (l’editore NdR) lo sa benissimo, non c’è giorno che passi senza che Michael Cimino non mi chiami per chiedermi di fare un film insieme a lui, però non cedo e resto fedele alla piccola casa editrice combattiva che lotta contro le grandi multinazionali che vogliono fagocitare tutto! Che poi questo Michael Cimino che mi chiama sempre non è quello de Il Cacciatore, è un tipo del paese mio che faceva il calzolaio e non so proprio chi possa avergli passato il mio numero!
Del libro invece preferirei non parlarne, l’ideale sarebbe mettere una maschera e lasciare che i lettori potenziali scelgano in base ai loro criteri e dandone l’interpretazione che preferiscono. Al diavolo la massa di autori narcisisti che non vedono l’ora di raccontare ogni singola piega nascosta nei loro romanzi. Pensate che alla gente gliene possa importare qualcosa di sapere in quale momento vi si è accesa la lampadina, per sbrogliare l’intreccio del capitolo 24 del vostro capolavoro? Ajò, lo sanno tutti che scrivere è il ripiego ideale per chi non sa suonare uno strumento, non è dotato di una bella voce, non sa dipingere, scolpire la pietra ne modellare il pongo! Dopo questa necessaria promessa, posso umilmente dire che Dancing Days è sicuramente una figata, che se l’avesse scritto qualcun altro ne sarei stato geloso e che la cover, opera di JC-Bone, può puntare senza indugi al premio come miglior copertina dell’anno, premio che tra l’altro manco esiste.


Nei tuoi romanzi descrivi in maniera ironica e attraverso un linguaggio molto diretto e crudo una realtà sottoproletarizzata, descrivi realtà di periferie e anche questo è un modo per stimolare una riflessione su argomenti complessi, come la droga o l’appartenenza ad un gruppo, ad una comunità, mettendone in evidenza tutte le contraddizioni possibili. Un modo di raccontare le cose che crediamo ben si sposi con lo spirito di un festival che vuole essere da stimolo per discutere su argomenti, anche scomodi, dando voce soprattutto ad autori emergenti e poco conosciuti. Come definiresti questo tuo modo di scrivere e quando lavori ad un libro lo fai con l’intento di veicolare un messaggio oppure più con lo scopo di raccontare semplicemente una storia?
Marco Lepori: Che lo vogliate o no, pensare che un autore possa cambiare in meglio le sorti del mondo è pura utopia. Contro lo svaccamento generale dei tempi in cui viviamo ci vorrebbe ben altro, ma in pochi hanno il coraggio per fare quello che andrebbe fatto: il sottoscritto non è uno di questi! Quando c’è da scendere in piazza a fare un po’ di sano casino, ho sempre altri impegni improrogabili e in mancanza di quelli mi viene il mal di testa e alla fine rimango a casa. Vinceranno sempre gli interessi, l’arroganza, l’invidia e alla fine l’ignoranza trionferà facile sulla cultura. Fondamentalmente scrivo quello che mi piacerebbe leggere e ho la fortuna di poterlo fare, di poter scarabocchiare quello che mi pare, non è mica detto che in futuro tutto ciò sarà ancora possibile. E poi, può pure darsi che il prossimo libro racconti di una grande storia d’amore, tra una principessa ricchissima ma rimasta umile e un povero Cenerentolo sognatore sottoproletarizzato, che pulisce i bagni della reggia per 4 euro l’ora: i due si innamorano e volano assieme al carnevale di Rio de Janeiro, superando ostacoli sociali inizialmente ritenuti insormontabili. Ne verrebbe fuori un film coi fiocchi!

Cosa ne pensi della scelta del tema “aprodos e pàrtentzia” (“approdi e partenze”) per questa seconda edizione del Festival Sas Puntas?
Marco Lepori: Il tema è senza dubbio interessante, spinosissimo, di stretta attualità da almeno 120 anni, anche se personalmente avrei voluto si parlasse anche di Bibbiano!!! Comunque credo che l’argomento scelto si sposi bene con quelli che sono i tre grandi principi morali, che sono serviti come stella polare durante tutta la mia esistenza, nell’ordine Dio, Patria ed il terzo che in questo momento ad essere onesti mi sfugge, ma posso garantire che è altrettanto importante! In un primo tempo vivevo al buio, poi ho visto la luce, successivamente mi s’è fulminata la lampadina, ma conto di cambiarla in questi giorni… non sia mai che qualcuno possa prendere troppo sul serio questa amichevole chiacchierata.


Grazie Marco! Ricordando che l’appuntamento è per domenica 15 alle ore 18:00, in piazza Municipale a Tissi.

Info: 
Festival Letterario Sas Puntas: http://programma.link/saspuntasfest/
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website: www.saspuntasfestival.org
e-mail: saspuntasfestival@gmail.com
Cell. +39 328 1358752