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Ferlinghetti poeta che amava la Sardegna


Morto a 101 anni Lawrence Ferlinghetti il poeta Beat che amava la Sardegna, il suo ricordo attraverso Fabrizio Raccis poeta e scrittore cagliaritano che rende omaggio al suo ricordo.

Anche la Sardegna piange il poeta leggendario della Beat Generation Lawrence Ferlinghetti, uno degli ultimi poeti della Beat che aveva fondato la famosissima libreria e casa editrice City Lights a San Francisco pubblicando alcune delle più grandi voci della poesia moderna.
Nato a New York e protagonista della controcultura americana con il tempo è divenuto uno dei poeti più letti in tutto il mondo, i suoi amici erano Kerouac, Corso, Bob Dylan e Ginsberg, proprio per aver pubblicato per primo la raccolta di poesie di Allan Ginsberg nel 1956 “Howl and hother Poems” venne processato e arrestato. Una delle sue raccolte memorabili è “Coney Island della mente” questa raccolta di poesie è ancora oggi uno tra i libri più venduti al mondo dopo Dante e Omero.
Cosa lega Lawrence Ferlinghetti alla Sardegna? Ce lo racconta il poeta Cagliaritano Fabrizio Raccis autore per Catartica Edizioni che ha deciso di omaggiare questo grande autore condividendo con noi il ricordo di questo immenso artista:

“La scomparsa di Lawrence Ferlinghetti mi addolora molto, ma sono sicuro che continuerà a vivere attraverso la sua straordinaria poesia e tutto il suo vasto lavoro artistico. Ho scoperto Ferlinghetti attraverso altri grandi autori come Ginsberg, ricordo che erano i primi anni 2000 avevo quasi vent'anni, acquistai la raccolta di poesie “Blind Poet” un'edizione italiana delle pubblicazioni della Cyti Lights, restai folgorato dal suo modo di fare poesia, era così immediata e libera dai preconcetti. Mentre sfogliavo il libro capitai su un poema bellissimo che parlava proprio delle nostre coste sarde, in particolare di Cagliari e delle rovine storiche di Nora. Scoprì così che Ferlinghetti adorava la Sardegna e durante un viaggio in Italia nel 1999 aveva attraversato la nostra isola e composto un poema bellissimo dal titolo “surreal imigration” che poi aveva inserito nella raccolta, ero al settimo cielo!
Una cosa che mi ha colpito di Ferlinghetti attraverso la sua scrittura e le interviste sta nel fatto che adorasse la gente verace, quella comune e umile come lui, era impegnato anche nel sociale e non sopportava i salotti letterari, per lui la poesia era del popolo, era della strada come la vedeva Kerouac e, nessuno poteva relegarla ad un salotto di poeti con la puzza sotto il naso!”

Il poeta aveva compiuto 101 anni, e oltre alla poesia si era dedicato molto anche alla pittura arrivando ad esporre in Italia, in passato ha avuto un ruolo determinante nella diffusione dell'opera degli scrittori della Beat Generation, conosciuti in Italia principalmente grazie all'americanista e traduttrice Fernanda Pivano, grande amica di Ferlinghetti. È straordinario scoprire che nel suo cuore aveva un posto speciale per la nostra isola di Sardegna.

Prive di cuore queste case
dal mare di cobalto
(queste rovine di Nora, Cagliari)
Cuore in frantumi
questi muti resti
di ville polverizzate
dove i Fenici vivevano e amavano
Sono state distrutte dai pirati
che depredavano la costa
con il loro brigantaggio.

Da “Surreal imigration” di Lawrence Ferlinghetti, 
traduzione di Fabrizio Raccis